Nei vecchi magazzini del cotonificio si progetta l’hi-tech

Per il nuovo quartier generale Claudio Borrello ha recuperato a Gorizia un’area storica sotto il profilo industriale. «Manteniamo le nostre radici per proiettarci sui mercati internazionali»

Una sede più grande, funzionale e operativa che restituisce un pezzo di storia alla tradizione industriale di Gorizia. Al civico 9 in località Straccis, Ermetris ha posizionato il suo nuovo quartier generale: dove c’era uno spazio abbandonato e lasciato al degrado (anche sociale), ha trovato posto un’azienda moderna che fa della tecnologia il proprio valore aggiunto; dove un secolo e mezzo fa veniva custodito il cotone, oggi si progettano soluzioni innovative per la comunicazione sui treni. «Abbiamo fatto rivivere i vecchi magazzini del Cotonificio Triestino, un luogo storico per Gorizia, in particolare per Straccis», osserva Claudio Borrello, fondatore e amministratore di Ermetris. «Così un pezzo della storia industriale di questa zona è tornato ad essere produttivo, permettendoci di avere gli spazi necessari per poter proseguire nel nostro cammino di crescita».
Fondata nel 2011 grazie ad un bando per start-up, Ermetris ha saputo rapidamente ritagliarsi uno spazio di primo piano nel mondo dei trasporti, sviluppando soluzioni ad elevata tecnologia nei sistemi di informazione per i treni e crescendo ogni anno a doppia cifra. Nonostante si rivolga a mercati in tutto il mondo (Canada, Danimarca, Francia, Germania, Norvegia e Usa), Borrello ha voluto mantenere ben salde le radici goriziane. Così, a fronte della necessità di lasciare la TechnoArea di Gorizia, ha scelto di rimanere sul territorio.
L’area dove Ermetris ha posizionato la nuova sede si estende su un’area di oltre 3.000 metri quadrati con due capannoni, rispettivamente da circa 700 e 350 mq e un cortile da 2.000. «Quando l’ho vista la prima volta, verso la fine del 2016, era completamente abbandonata – ricorda Borrello -: invasa dalla vegetazione, con gli stabili in decadenza e la presenza di amianto. Ma il fatto che fosse una testimonianza storica di un importante passato industriale che dava lavoro a oltre 2.000 persone, mi ha spinto a fare tutte le verifiche necessarie e a procedere con la progettazione per il suo recupero. In più, vicino c’è il fiume: l’Isonzo è il simbolo del nostro territorio».
Nel febbraio dell’anno scorso ha acquistato l’area da una società immobiliare trentina, quindi ha iniziato i lavori di ristrutturazione e bonifica. «Essendo un’area inserita nel patrimonio culturale del Friuli Venezia Giulia, il progetto ha dovuto superare il vaglio della Regione prima di essere attuato. Siamo partiti dalla struttura più grande prestando attenzione alla salvaguardia di alcuni elementi architettonici e all’adozione di soluzioni ecosostenibili come il cappotto termico, l’isolamento del tetto – con la rimozione dell’eternit – e le pompe di calore», continua Borrello. I lavori hanno interessato per il momento solamente la struttura più grande consentendo di ricavare uno spazio moderno e funzionale dove al primo piano ci sono gli uffici direzionali mentre al piano terra l’ufficio tecnico e una parte della produzione per l’assemblaggio delle componenti elettroniche. «Abbiamo recuperato anche una piccola foresteria per clienti o agenti che in futuro avranno la necessità di fermarsi», prosegue.
La scelta di restare sul territorio e mantenere il legame con Gorizia riflette il carattere di Ermetris. Borrello infatti si è posto al fianco della Dinamo Gorizia, squadra di basket che milita in C Silver, e ha dato vita al progetto Ermetris Academy per offrire agli studenti delle scuole superiori un’opportunità di crescita e formazione. «Il territorio è fondamentale», ribadisce Borrello. «Un’azienda non deve rinunciare al proprio ruolo sociale, ma operare facendo in modo che crescendo l’azienda possa crescere anche il territorio. Ermetris è pronta: la nuova sede ci dà tutti gli strumenti per ingrandirci e gli spazi per affrontare commesse più grandi».

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